Hai uno strumento in mano. Porre così la domanda è come se ti regalassero l’auto e poi chiedi in giro “Ed ora dove mi consigliate de annà?”. Chiederlo a chi pensa di poterci vivere e di trovarsi davanti l’ennesimo concorrente rischia di tirarsi addosso l’ira funesta di una manica di illusi. 

(Dedico questa lettera aperta a tanti giovani che pongono questa domanda ricorrente sui gruppi social dedicati alla fotografia)

Ti hanno regalato una fotocamera: sia essa una reflex, una mirrorless, una normale compatta, o uno smartphone da una miliardata di pixel, la domanda che ti poi è: da che parte iniziare per fotografare?

Quello che hai in mano è uno strumento, non un fine.

Il fine della fotografia è raccontare, mandare un messaggio.

Fotogiornalismo, è raccontare  una verità, tra tante.

Foto pubblicitaria, è raccontare una promessa.

Comincia con quello che hai intorno a te, la tua città, per esempio, gli eventi pubblici.

Guarda come l’hanno raccontata, in immagini, gli altri. Impara prima a fare come hanno  fatto gli altri, col tempo, se c’è talento, riuscirai a trovare modi diversi di raccontare.

Il problema non è tanto iniziare quanto avere l’intenzione di raggiungere una meta o quanto meno una strada da seguire.

Inciamperai sui social mille volte in deficienti rompiscatole, che penseranno di essere
migliori di te, ma che non hanno la minima idea di cosa voglia dire vivere di fotografia e
di immagini. Ti questioneranno l’uso di photoshop, la scelta del soggetto, la
postproduzione, la focale, i tempi. Si sentono alla pari di  Settimio Benedusi o Oliviero Toscani.

Ho visto passare sui social immagini bellissime che non vengono degnate nemmeno di un “mi
piace” semplicemente per invidia, per scoraggiare.

Esistono foto per le quali le persone sono disposte a pagare, e parlo della massa, non degli intenditori di rari ed incompresi artisti, parlo proprio di illustrazioni e fotografie che la gente comune acquista per abbellire le pareti di casa propria.

Tranne pochissimi rari casi, a mio avviso, non c’è più spazio oggi per essere “buoni bravi fotografi” e basta.

La differenza la fa chi ha qualcosa di interessante da raccontare.
Trova qualcosa da raccontare, e poi occupati di come raccontarla.

La foto in copertina è la famosa foto di Daguerre al Boulevard Du Temple. 

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